• Monica Basso

Nello Yoga, la ricerca è interiore

Aggiornamento: 5 apr


Namasté


Siamo in un’epoca dove dedicare tempo a sé stessi e al proprio benessere diventa sempre più difficile. I malesseri latenti vengono alla superficie, e nel manifestarsi spesso diventano forza propulsiva verso la ricerca interiore - un percorso che porta all’uscita dal vivere meccanicistico.


Con la consapevolezza degli stati interni e del proprio corpo, si può avviare un processo di riorganizzazione delle risposte fisiologiche. Studi scientifici, come la ricerca scientifica sull'Hatha yoga, sottolineano che la pratica dello yoga stimola le funzioni cognitive come l’elaborazione delle informazioni, memoria, abilità visus-spaziali ed attenzione.


La necessità e il desiderio di entrare in contatto con la parte autentica di sé stessi serve a trovare nuove risposte e risorse per aprire la mente a nuovi orizzonti. Lo yoga, la cui arte e scienza è stata ampiamente collaudata nel tempo, può essere uno degli strumenti validi per l’attivazione di tale processo.


Secondo l’antica scienza dello yoga, la visione dell'uomo nella sua totalità è la chiave per raggiungere un equilibrio su più livelli.


Il primo passo verso la pratica è quello di cercare uno spazio e un tempo che siano sacri e preziosi per il ripristino e il miglioramento dello stato di salute, e per il ritrovamento del proprio ritmo naturale: il ritmo biologico che segue il flusso della natura a cui apparteniamo; il vivere in semplicità per connettersi alla vita attraverso la natura, e i ritmi del cosmo.


Gli strumenti per raggiungere il benessere attraverso questa antica disciplina sono molteplici: dalle tecniche di respirazione alla meditazione, dalle pratiche di rilassamento alle posture, dai Mantra recitati o cantati (sillabe di armonizzazione) alle Mudra (gesti di potenziamento).


Con la lettura dei testi classici ci si predispone alla riflessione. Si intraprende il sentiero scevro da regole e dogmi religiosi per liberare l’Io imbrigliato nell’illusione della materia condizionata da schemi mentali. Attraverso la pratica dei principi etici e morali dello yoga come gli Yama e i Niyama, ci si approccia ad una filosofia di vita lontana dalla cecità dell’ignoranza, della negligenza e dell’egoismo.

 

Libera il tuo respiro



Quando il respiro è agitato la mente è instabile, ma quando si acquieta, anche la mente è in pace.” - Hatha Yoga Pradipika

La maggior parte degli esercizi respiratori dello yoga hanno lo scopo di rilassare il diaframma per rendere il respiro fluido e coordinato nelle fasi di inspirazione ed espirazione.


Il diaframma si comporta come un secondo cuore. I suoi movimenti sono simili a quelli di un pistone: quando funziona bene, riempie la base dei polmoni per accelerare la circolazione venosa e migliorare quella arteriosa.


I movimenti ritmici del diaframma massaggiano gli organi interni dell’addome dolcemente e in profondità.


Rilassando l’apparato respiratorio, il cuore trova beneficio e le tensioni gradualmente si alleviano - l’intero "sistema corpo” ne beneficia. Un’ adeguata respirazione può essere una vera e propria terapia in grado di guarire ansia, insonnia e stress.


Considerando che il respiro è uno dei motori vitali del nostro organismo, è importante farlo bene. É un processo naturale del nostro corpo per cui tendiamo a prestargli meno attenzione.


Lo yoga insegna a prendere consapevolezza del respiro e a considerarlo come uno strumento straordinario per essere in buona salute. Con una buona respirazione ossigeniamo e rigeneriamo il sangue e i tessuti celebrali. Questo ci permette di ridurre, o evitare, le esternalità negative che abbassano la qualità della vita, e a migliorare le facoltà cognitive come la memoria e l’attenzione.


Con la pratica della consapevolezza del respiro si impara gradualmente a respirare bene. Ciò permette di rallentare il processo di invecchiamento delle cellule che si nutrono di ossigeno.


L’individuo che respira lentamente e profondamente, esprime calma, quiete e centratura; le sue azioni sono armoniose, costruttive, e coerenti con il flusso della vita e della natura.


Dalle tecniche di consapevolezza al respiro (respirazione elementare) alle tecniche di respirazioni più complesse (Pranayama).


Con le tecniche del Pranayama si pratica il controllo dell’estensione del respiro e l’assorbimento volontario del prana: l’atto di respirare è una manifestazione della forza vitale intelligente chiamata appunto prana: (il principio universale della vita).


I polmoni assorbono l’ossigeno. Il sangue lo trasporta a tutto il corpo. Il prana viene assorbito e trasformato dalla struttura sottile del corpo energetico che lo utilizza per tutte le funzioni fisiologiche, mentali ed emotive.


Le tecniche di pranyama, oltre che a conferire lo stato di buona salute, predispongono il praticante allo sviluppo della consapevolezza, coscienza e conoscenza per l’evoluzione sul piano spirituale (Gheranda-Samhitā).


Dunque, la presa di coscienza del respiro e del suo potenziale avvicina l’uomo alla meditazione, alla quiete della mente, e al momento presente per sperimentare l’essenza primaria dell’Io.


La ricerca è interiore.

 

I benefici della meditazione



La meditazione è un valido strumento per agire sul piano mentale - interviene sui vortici della mente, la quale tende a costruire e a demolire incessantemente.


Spinti dal frenetico circolo della vita moderna, gli esseri umani spesso ne vengono travolti. Lo stress a cui ci si sottopone comporta un profondo squilibrio tra la natura attiva e passiva del corpo, tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Questi due sistemi si compensano e compenetrano nelle diverse parti del corpo attraverso la colonna vertebrale.


La persona in salute mantiene in equilibrio l’attività simpatica e parasimpatica del proprio organismo. L’individuo che pratica meditazione è in grado di mantenere questi processi bilanciati, armonizzando corpo, mente ed intelletto.


Con la meditazione inizia il viaggio verso di sé e verso il Sé, per risvegliare e canalizzare le energie creative.


Creare pace ed equilibrio interiore è la prerogativa per condurre una vita completa che permette di conservare un atteggiamento positivo e di agire in modo costruttivo nel mondo.


La ricerca è interiore.

 

Yoga Nidra: l’Arte del Rilassamento



Rilassare la mente, il corpo, e il respiro è una vera e propria arte. La pratica del rilassamento nello yoga si occupa di rimuovere le tensioni accumulate nel vissuto attraverso la respirazione e il rilassamento quali rimedi naturali, preventivi e curativi.


La filosofia dello yoga, come la psicologia moderna, nomina tre tipi di tensioni responsabili di molte sofferenze dell’uomo: le tensioni muscolari, emozionali e mentali (Swami Shivananda Saraswati, 1998).


Lo scopo della pratica del rilassamento è quella di portare l’attività celebrale in onde alfa (o stato alfa) per aumentare la lucidità mentale, la quiete interiore e la creatività.


Una delle pratiche di rilassamento più conosciute e apprezzate per i suoi risultati è lo Yoga Nidra - o “Yoga del sonno consapevole”.


Si tratta di una tecnica sviluppata da Swami Satyananda come potente strumento di disintossicazione fisica ed emotiva: una pratica semplice ma di profondo rilassamento; una forma di riposo rigenerante, più efficace del sonno notturno: è stato sperimentato che una sola ora di questa pratica corrisponde a quattro ore di sonno (Swami Shivananda Saraswati, 1998)


Le persone che si avvicinano a questa tecnica, si accorgono di un profondo cambiamento nel modo di dormire e nella gestione dello stress. Ciò crea le basi per risvegliare il potenziale della mente intuitiva, vivere la vita in tutte le sue sfumature, per ritrovare la propria integrità e serenità.


La pratica si svolge quasi sempre alla fine di una classe di yoga, nella posizione di Shavasana. Tale posizione ricorda lo stato dell’abbandono totale: il corpo diviene inerte, lasciandosi attrarre passivamente dalla forza di gravità della terra. I muscoli volontari si rilassano attraverso una dimensione meditativa guidata che conduce allo stato di veglia o sonno consapevole. Questo permette al corpo fisico e sottile di ricaricarsi di energia nuova.


La ricerca è interiore.

 

Il potere degli Asana



Asana: posizione mantenuta comoda confortevole


Partiamo dal presupposto che il movimento è salute. La scienza ci insegna che il vero nemico dell’uomo è la sedentarietà. È risaputo che il dinamismo fisico previene molte malattie come quelle cardiovascolari, metaboliche e dell’apparato motorio.


Le posture yoga (asana) danno forza, coordinazione, elasticità, stabilità ed equilibrio - tutte componenti fondamentali per sostenere il viaggio della vita.


Lo yoga asana conferisce al corpo la salute di tutta la colonna vertebrale, agisce sul piano viscerale e ghiandolare con risultati positivi e immediati. La pratica regolare e assidua sono il segreto di una buona riuscita.


Le posture possono arrivare in profondità fino a toccare il piano psichico e spirituale del praticante. Attraverso l’ascolto del corpo e del respiro, si porta la mente al presente e al graduale miglioramento o affinamento della percezione sensoriale.


Con l’allenamento costante, il praticante diventa capace di varcare la soglia della materia densa del corpo per scoprire l’energia dei piani sottili composti dai centri energetici chiamati Chakra.


Tale consapevolezza permette al praticante di direzionare con la sua coscienza i flussi energetici nelle diverse aree del corpo e ripristinare il proprio equilibrio naturale.


In Sadhanapadah (secondo capitolo di Yoga Sutras), il grande saggio Patanjli introduce il praticante agli asana e parla di “Sthiram sukham asanam”, ovvero rende stabile e confortevole l’asana.


L’asana è un percorso che richiede costanza, dedizione, rispetto di sé, non attaccamento e umiltà, qualità che predispongono al sentire e alla percezione del giusto equilibrio.


Il corpo diviene uno strumento musicale ben accordato che risuona in armonia con le leggi della vita.


La ricerca è interiore.

 

I Mudra: il linguaggio delle mani nello Yoga



Sin dai primi giorni di vita, il neonato scopre se stesso attraverso le sue mani facendo esperienza del mondo che lo circonda.


Le mani sono uno strumento di apprendimento per comunicare emozioni, sensazioni, idee e creatività.


Attraverso i gesti e le posizioni delle mani, l'essere umano si interfaccia con un linguaggio primordiale e simbolico - un linguaggio che parla alla propria coscienza e a quella dell’osservatore. Questo linguaggio veniva usato dalle antiche civiltà dell’India sotto il nome Sanscrito di Hasta Mudra (“sigillo delle mani”).


Tali gesti si praticavano e si praticano ancora oggi con lo yoga delle mani. La loro origine è antichissima e misteriosa. I Rishi, o saggi dell’india, hanno strutturato un sistema elaborato di gesti e posizioni delle dita chiamato Mudra.


Le Mudra sono usate per numerose funzioni. Tra queste ci sono il ripristino dei canali energetici chiamati Nadi che, secondo la fisiologia sottile della scienza yoga, terminano alle estremità delle dita.


La pratica delle Mudra prevede il tocco delle dita in una posizione precisa delle mani. Tali gesti evocano delle energie e stati dell’essere come la meditazione.


Il contatto tra le dita ha una funzione terapeutica: si possono eliminare paure, tensioni, stress e dolori fisici.


Questo perché Il contatto attiva delle aree specifiche del cervello che agiscono sulle azioni istintive, favorendo le sensazioni di quiete e pace interiore.


Nella scienza dello yoga, le mani rappresentano l’universo. La mano destra rappresenta il sole, la sinistra la luna, e le dita i pianeti. Ogni dito rappresenta uno dei cinque elementi. Ogni elemento agisce su un organo del corpo.


Le mudra possono essere uno strumento di trascendenza e guarigione fisica e psichica, facilitando il ritrovamento della propria centratura. Pochi minuti al giorno di esercizio possono sbloccare punti energetici e ricaricare di positività il praticante.

 

I Mantra



ll potere delle vibrazioni.

Il Mantra è la formula sonora sacra che viene dall’antica tradizione dell’india. Esso è composto da sillabe che vengono recitate ritmicamente in una dimensione meditativa che conduce il praticante ad uno stato di consapevolezza della dimensione spirituale.


Il termine Mantra deriva dal Sanscrito ed è composto da due parole: “man” che significa mente, e il suffisso “tra”, che significa strumento; letteralmente il termine Mantra fa riferimento alla sua funzione di “strumento per la mente”.


Nell’Hatha yoga e nel Nada yoga (o “yoga del suono trascendentale”), il mantra va pronunciato ed intonato correttamente per avere effetto sulla mente, sul corpo e lo spirito. Le onde Alfa o Theta, emesse dal nostro cervello durante la recitazione sostenuta del mantra, conducono ad una sensazione di espansione e armonia. L’esperienza è diretta, grazie al potere della musicalità del suono.


Il respiro e la mente possono essere accordati allo stesso modo in cui un musicista accorda il proprio strumento. È risaputo che alcuni suoni favoriscono ll benessere di tutto il sistema psicofisico dell’individuo. Nella scienza yoga è stato constatato che i fluidi del corpo rispondono ai vari livelli di frequenze. Tali frequenze aiutano a ripristinare il ritmo naturale del corpo per effetto del processo di bio-risonanza armonica: il corpo assume la funzione di ricetrasmettitore; la recitazione del mantra agisce come una di diapason che “accorda” il corpo.


Con la ripetizione costante delle sillabe del mantra, la corteccia uditiva del cervello viene influenzata dalle vibrazioni del canto. Tali vibrazioni vengono percepite dal sistema nervoso, il quale, tramite i canali della fisiologia sottile (“Nadi”) posti lungo l’asse vertebrale, le trasmette ai plessi, alle ghiandole endocrine e a tutti gli organi. Le vibrazioni emesse dal canto del mantra hanno la proprietà di risvegliare i livelli di coscienza superiori - scopo del sentiero yogico, e di tutte le sue straordinarie tecniche.


AUM, o anche OM, è uno dei mantra vedici più conosciuti e recitati. Nella tradizione yoga, l’Om è paragonato alla frequenza primordiale della creazione dell’universo.


Un altro mantra il cui suono ci appartiene è quello del respiro, che recitiamo involontariamente in media 21.600 volte al giorno. Tale mantra è chiamato dalla tradizione SOHAM “SO” è collegata all’inspiro “HAM” all’espiro, e si traduce in IO SONO.


Quando il praticante giunge alla consapevolezza del mantra respiro, inizia il processo evolutivo della coscienza; tale processo si riflette nell’agire della vita e nel vivere il qui ed ora. In tal modo, il respiro diviene un mezzo prezioso, che mette in una relazione consapevole la materia con l’intelligenza dello spirito.


La ricerca è interiore.




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